Per un’edizione critica di Agrippina moglie di Tiberio (1743) di Giovanni Battista Sammartini

Mariateresa Dellaborra - Istituto superiore di studi musicali “F. Vittadini” di Pavia

Abstract


L’ultimo dramma per musica composto da Giovanni Battista Sammartini è tramandato in una partitura solo in parte autografa e attraverso arie staccate e contrafacta. La collazione di tutti i testimoni, l’analisi del loro ‘ruolo’ e significato nella trasmissione dell’opera, la comprensione del testo musicale e la sua interpretazione in rapporto al libretto senza trascurare le discrepanze diffuse tra queste due ‘fonti’, la risoluzione dei problemi connessi alla sua diffusione nel tempo, alle interpolazioni e ai rimaneg- giamenti subiti in ambito sia poetico sia compositivo sono alla base del testo che affronta le questioni attinenti alla metodologia da applicare nell’edizione critica di questo dramma musicale. L’analisi di alcuni passi significativi e di passaggi di controversa lettura; l’esatta interpretazione – vista la grafia dal tratto molto affrettato – dei segni di rimando o di cancellatura disseminati in tutti gli atti; la considerevole quantità di annotazioni e didascalie di mano dell’autore; la presenza dei fagotti, strumenti ‘insoliti’ nell’organico sammartiniano, in un unico luogo peraltro cancellato; l’impiego costante di trombe e trombe da caccia sollevano anche interessanti problemi inerenti la prassi esecutiva coeva e più specificamente lo stile dell’autore offrendo auspicabilmente un contributo per una sua interpretazione coerente e rigorosa.

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DOI: http://dx.doi.org/10.6092/1826-9001.9.646

Registrazione presso la Cancelleria del Tribunale di Pavia n. 552 del 14 luglio 2000 – ISSN elettronico 1826-9001 | Università degli Studi di Pavia Dipartimento di Musicologia | Pavia University Press

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