Musica Ficta in the Cortona Laudario

Jan Herlinger

Abstract


Il Laudario di Cortona (tardo XIII sec.), il più antico testimone superstite di repertori delle fraternità di laudesi della Toscana e dell’Umbria, non contempla l’uso di accidenti. Questo saggio analizza l’aggiunta degli accidenti nelle edizioni di Liuzzi (1935), Lucchi (1987), Terni (1988), Dürrer (1996) e Tischler (2002); l’edizione di Ernetti e Rossi Leidi (1980) non è invece considerata non  utilizzando gli accidenti. Si propongo letture alternative sulla base della teoria degli accidenti proposta da Marchetto da Padova nel suo Lucidarium (1317-1319), un lavoro profondamente radicato nella primissima tradizione teorica italiana e successivo di pochi decenni al Laudario di Cortona. Si argomenta che il Si bemolle e il Mi bemolle non sono mai appropriati nei modi basati sul Sol (contrariamente all’utilizzo di Liuzzi, Lucchi e Terni), ma possono essere utilizzati in particolari situazioni nei modi basati sul Re o il Fa, e che il subsemitonium modi è appropriato in almeno un caso.

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DOI: http://dx.doi.org/10.6092/1826-9001.9.610

Registrazione presso la Cancelleria del Tribunale di Pavia n. 552 del 14 luglio 2000 – ISSN elettronico 1826-9001 | Università degli Studi di Pavia Dipartimento di Musicologia | Pavia University Press

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