Una nuova ricognizione della presenza delle composizioni sacre di Claudio Monteverdi nelle antologie sacre tedesche del Seicento

Valeria Mannoia

Abstract


L’articolo si prefissa di rileggere in una prospettiva internazionale la figura di Claudio Monteverdi e cerca di comprendere se – e come – essa sia stata un modello didattico e culturale per quei contemporanei di lingua tedesca anch’essi interessati a comporre mottetti a poche voci, ad adottare lo stile rappresentativo, a integrare gli strumenti nel concertato. In particolare, si cerca di ricostruire il debito creativo tedesco attraverso l’analisi dei cataloghi editoriali e delle raccolte antologie, curate da editori attivi nei principali centri culturali della Germania del Seicento. Può forse sorprendere che nella selva di florilegi antologici del XVII secolo l’autorevolezza del modello italico sia solo parzialmente filtrata dalla figura di Monteverdi.

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DOI: http://dx.doi.org/10.13132/1826-9001/17.1983

Registrazione presso la Cancelleria del Tribunale di Pavia n. 552 del 14 luglio 2000 – ISSN elettronico 1826-9001 | Università degli Studi di Pavia Dipartimento di Musicologia | Pavia University Press

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