Il tricentenario monteverdiano del 1943: fra ansie neoromantiche e revival dell’antico

Giacomo Firpo

Abstract


Sulla scia delle Onoranze ponchielliane (1934), delle Stradivariane (1937) e della benemerita rinascita vivaldiana sugellata dalla Settimana Musicale Senese del 1939, Cremona si apprestava ad ospitare, dal 6 al 9 giugno 1943, le Celebrazioni per il tricentenario della morte di Monteverdi. Fu un evento importante, una ‘vetrina’ per la Cremona del ras Farinacci, che per quattro giorni si sentì protagonista della cultura italiana – forte anche della collaborazione della Germania – sullo sfondo di una lenta agonia del regime. Il presente contributo, frutto di rigorose ricerche d’archivio, si concentra principalmente su carteggi finora inediti, con l’intento di indagare le modalità operative del Comitato organizzatore e il controverso connubio di estetica e ideologia che guida le scelte artistiche, con particolare riferimento alle problematiche relative ai diversi metodi di revisione e trascrizione delle opere monteverdiane, per le quali Malipiero – l’apostolo di Monteverdi per eccellenza – rifiutò di prender parte alle celebrazioni.

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DOI: http://dx.doi.org/10.13132/1826-9001/17.1980

Registrazione presso la Cancelleria del Tribunale di Pavia n. 552 del 14 luglio 2000 – ISSN elettronico 1826-9001 | Università degli Studi di Pavia Dipartimento di Musicologia | Pavia University Press

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