Claudio Monteverdi cittadino mantovano. Tirsi e Clori, le feste del 1615 e il «novo ordine generale»

Paola Besutti

Abstract


Claudio Monteverdi ebbe una carriera di successo. Ventitreenne entrò nei ruoli della corte di Mantova dove operò per ventidue anni. Acquisì la cittadinanza mantovana (1602), che implicava diritti e doveri. Ottenne precocemente un vitalizio (1609) commutabile, almeno nelle disposizioni iniziali, in rendita trasmissibile agli eredi. Anche dopo il licenziamento fu in relazione con i Gonzaga soprattutto per ragioni economiche. Il contributo mostra come, a partire dal periodo in cui Tirsi e Clori (1615) fu concepito, la riscossione semestrale della pensione abbia attraversato fasi alterne. Prendendo in considerazione un evento sin qui non notato, la narrazione delle vicende che condussero alla composizione e alla prima esecuzione del balletto viene integrata e parzialmente modificata. Infine, la questione della pensione, riesaminata sul lungo periodo dimostra come la problematicità della sua riscossione sia stata meno monolitica di quanto sin qui si credesse.

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DOI: http://dx.doi.org/10.13132/1826-9001/17.1979

Registrazione presso la Cancelleria del Tribunale di Pavia n. 552 del 14 luglio 2000 – ISSN elettronico 1826-9001 | Università degli Studi di Pavia Dipartimento di Musicologia | Pavia University Press

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