La polifonia rivisitata: lo studio degli schizzi alla luce degli studi sul processo creativo in Ligeti, Lachenmann e Grisey

Ingrid Pustijanac

Abstract


Il pensiero polifonico, inteso non solo come presenza di più voci contemporaneamente, e quindi in opposizione con l’espressione monodica, ma anche e soprattutto come rete di livelli correlati, e senza subordinazione, è profondamente radicato nella cultura musicale occidentale. Il Novecento, in modo particolare, ha visto un rinnovato interesse verso la polifonia, scaturito dalle pratiche compositive dodecafoniche, che ha trovato un terreno fertile nei linguaggi del secondo dopoguerra. L’interesse persistente per il concetto di polifonia e le sue molteplici letture viene testimoniato dalle modalità secondo cui i compositori ne studiano e sperimentano le potenzialità, e di cui abbiamo traccia nei materiali preparatori. Da questa prospettiva, gli schizzi – considerati non più solo come fonti per lo studio della genesi, della tecnica, del processo compositivo – possono suggerire letture più trasversali stimolate dai più recenti studi sulla creatività. Un quadro introduttivo sullo stato dell’arte dello studio degli schizzi, alla luce dei cambiamenti recenti, delinea il contesto per il successivo esame dei tre specifici casi di studio di Ligeti, Lachenmann e Grisey.

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DOI: http://dx.doi.org/10.13132/1826-9001/16.1840

Registrazione presso la Cancelleria del Tribunale di Pavia n. 552 del 14 luglio 2000 – ISSN elettronico 1826-9001 | Università degli Studi di Pavia Dipartimento di Musicologia | Pavia University Press

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