«Io non scrivo per l’eternità» I molteplici ruoli dell’improvvisazione in Un volto, e del mare (1969) di Luigi Nono

Francesco Tagliaferri

Abstract


Nonostante il suo ridotto impatto sonoro e la sua breve durata, la parentesi improvvisativa prevista da Nono nel suo Un volto, e del mare (1969) compromette drasticamente le attuali possibilità esecutive dell’intero Musica-Manifesto n. 1, il dittico a cui tale composizione appartiene. Tale parentesi è in realtà la testimonianza di una tendenza complessiva del compositore veneziano all’abbandono del supporto cartaceo, dovuta alle caratteristiche del mezzo elettronico e alla particolare relazione che egli era solito stabilire con i suoi interpreti nel corso di collaborazioni durature. Questa tendenza porterà, negli anni Ottanta, alla creazione di musiche in cui il tradizionale rapporto compositoretesto- esecutore verrà profondamente messo in discussione, com-plicando assai le possibilità di una riproposizione odierna. Fino a che punto Un volto, e del mare nutre il germe di questi sviluppi futuri? Attraverso un approfondito confronto fra le fondamentali tappe di una storia esecutiva quarantennale, l’autore s’interroga su questo argomento, arrivando anche a proporre alcune originali soluzioni esecutive.

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DOI: http://dx.doi.org/10.13132/1826-9001/16.1839

Registrazione presso la Cancelleria del Tribunale di Pavia n. 552 del 14 luglio 2000 – ISSN elettronico 1826-9001 | Università degli Studi di Pavia Dipartimento di Musicologia | Pavia University Press

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