«Ferrea e tenace memoria» La pratica rossiniana dell'autoimprestito nel discorso dei contemporanei
Abstract
Negli ultimi decenni la pratica rossiniana dell’autoimprestito è stata oggetto di studi significativi, volti sia a fornire una mappa completa e precisa del fenomeno, sia a comprenderne leragioni. Tuttavia, la recezione dell’autoimprestito e, più in generale, il discorso che lo riguarda, non sono stati finora oggetto di una riflessione specifica. Questo saggio si propone dunque di investigare come i contemporanei di Rossini abbiano percepito, valutato e discusso la sua pratica dell’autoimprestito, concentrando l’attenzione sugli anni della sua attività operistica in Italia. Ad una prima ricognizione generale segue un ampliamento della prospettiva ad alcuni compositori immediatamente precedenti a Rossini e suoi contemporanei. La discussione si sposta poi verso la percezione dello stile rossiniano e il fenomeno del repertorio operistico. Una sezione conclusiva si interroga sul ruolo della memoria nella valutazione dell’autoimprestito, in un momento storico che vede la memoria stessa al centro dell’attenzione filosofica, artistica e musicale.