Compromissione cardiovascolare nella malattia di Kawasaki

Giulia Corana - Clinica Pediatrica, Università degli Studi di Pavia, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, Pavia, Grazia Bossi - Clinica Pediatrica, Università degli Studi di Pavia, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, Pavia, Alessia Claudia Codazzi - Clinica Pediatrica, Università degli Studi di Pavia, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, Pavia, Gian Pietro Noè - Clinica Pediatrica, Università degli Studi di Pavia, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, Pavia, Maria Cristina Pietrogrande - Clinica Pediatrica 2, Università degli Studi di Milano, Fondazione Ca’ Granda Policlinico IRCCS, Milano, Patrizia Salice - Clinica Pediatrica 2, Università degli Studi di Milano, Fondazione Ca’ Granda Policlinico IRCCS, Milano, Maria Rosa Dellepiane - Clinica Pediatrica 2, Università degli Studi di Milano, Fondazione Ca’ Granda Policlinico IRCCS, Milano, Carmine Tinelli - Unità di Biometria ed Epidemiologia Clinica, Direzione Scientifica, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, Pavia, Savina Mannarino - Clinica Pediatrica, Università degli Studi di Pavia, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, Pavia

Abstract


La malattia di Kawasaki è una vasculite acuta sistemica che colpisce i vasi di medio calibro, tipica dell’età pe-diatrica e soprattutto dei bambini di età inferiore ai 5 anni, la cui complicanza principale è rappresentata dallo sviluppo di aneurismi coronarici. La diagnosi è essenzialmente clinica e la terapia si basa sulla somministrazione di immunoglobuline per via endovenosa (IVIG). Questo lavoro ha lo scopo di descrivere la malattia di Kawasaki in una popolazione di 60 pazienti e valutare i principali fattori di rischio per lo sviluppo del danno coronarico.
La malattia si è presentata in forma tipica nel 77% dei pazienti, in forma incompleta nel 18%, in forma atipica nel 5%. Nel 77% dei pazienti si è ottenuta la remissione dopo un solo ciclo di IVIG e nella maggior parte dei casi (81%) le IVIG sono state somministrate entro 10 giorni dall’esordio della malattia. La compromissione coronari-ca è stata riscontrata nel 55% dei pazienti, ma solo il 21% di questi (12% di tutti i pazienti) ha presentato un danno coronarico permanente. Fattori di rischio per lo sviluppo del danno coronarico sono risultati: il sesso maschile, la forma incompleta o atipica, la mancata risposta a un solo ciclo di IVIG e la somministrazione delle IVIG oltre il 10° giorno dall’esordio.

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DOI: http://dx.doi.org/10.6092/2039-1404.123.701



ISSN cartaceo: 0390-8283 - ISSN elettronico: 2039-1404 - Periodicità trimestrale - Pubblicato dal 1886 - Registrazione presso la Cancelleria del Tribunale di Pavia
Pavia University Press
Università degli Studi di Pavia - Facoltà di Medicina e Chirurgia - Policlinico "San Matteo"

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