Studio della riproducibilità dell’indice caviglia-braccio

Michela Tonani - Clinica Medica II, Università degli Studi di Pavia, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, Pavia, Carmine Tinelli - Unità di Biometria ed Epidemiologia Clinica, Direzione Scientifica, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, Pavia, Elisa Benedicti - Clinica Medica II, Università degli Studi di Pavia, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, Pavia, Giulia Ferrari - Clinica Medica II, Università degli Studi di Pavia, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, Pavia, Ada Sacchi - Clinica Medica II, Università degli Studi di Pavia, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, Pavia, Clara Sacco - Clinica Medica II, Università degli Studi di Pavia, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, Pavia, Linda Porretti - Clinica Medica II, Università degli Studi di Pavia, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, Pavia, Chiara Malagola - Clinica Medica II, Università degli Studi di Pavia, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, Pavia, Ilaria Giovi - Clinica Medica II, Università degli Studi di Pavia, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, Pavia, Maria Francesca Sarnelli - Clinica Medica II, Università degli Studi di Pavia, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, Pavia, Alessandra Martignoni - Clinica Medica II, Università degli Studi di Pavia, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, Pavia

Abstract


Obiettivo dello studio. Valutare se l’indice caviglia-braccio (Ankle Brachial Index, ABI) mantiene una buona riproducibilità anche quando misurato da operatori con diversi gradi di esperienza e calcolato con le due metodiche più rappresentate in letteratura; valutare se l’uso di metodiche differenti influisce sulla diagnosi di AOCP e sull’identificazione di pazienti a rischio.
Materiali e metodi. Sono stati inclusi 50 soggetti sottoposti a rilevazione della pressione arteriosa con tecnica Doppler secondo procedura standardizzata applicata da quattro operatori con diversi gradi di esperienza, suddivisi in due coppie. Ciascuna coppia assegnata al paziente ha compiuto le rilevazioni nella stessa giornata e le ha ripetute a 8±2 giorni. Il calcolo dell’ABI è stato effettuato con due metodiche, quella classica che utilizza al numeratore il valore di pressione arteriosa sistolica maggiore agli arti inferiori e la metodica Low ABI che pone al numeratore il valore inferiore di pressione arteriosa sistolica rilevato agli arti inferiori. La presenza di sintomatologia è stata evidenziata con il questionario strutturato di Edimburgo. Per ogni paziente sono stati stratificati il rischio cardio-vascolare (prevalenza di fattori di rischio e carta del Progetto Cuore) e la presenza di malattia aterosclerotica (IMT e Score Carotideo).
Risultati. La riproducibilità generale tra operatori è risultata ottima (>0.90) per entrambe le metodiche in modo indipendente dall’esperienza dell’operatore, soprattutto per la metodica classica. La riproducibilità intra-operatore è risultata tra discreta e buona (tra 0.65 e 0.80); questa minor riproducibilità è dovuta in maggior par-te alla variabilità biologica più che all’errore operatore dipendente. Utilizzando un cut off di 0.9 come limite inferiore di normalità, il Low ABI appare meno riproducibile in modo statisticamente significativo sia tra ope-ratori sia intra-operatore (p <0.04 e p<0.013 rispettivamente).
Conclusioni. L’ABI nella forma classica si conferma una buona metodica di screening anche se effettuato da operatori con diversa esperienza. Il Low ABI, grazie alla maggiore sensibilità, può identificare precocemente pazienti a rischio, a spese però di una perdita significativa di riproducibilità per cui potrebbe essere applicato a pazienti a rischio intermedio che poi siano sottoposti a metodiche di secondo livello per conferma diagnostica.


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DOI: http://dx.doi.org/10.6092/2039-1404.124.970



ISSN cartaceo: 0390-8283 - ISSN elettronico: 2039-1404 - Periodicità trimestrale - Pubblicato dal 1886 - Registrazione presso la Cancelleria del Tribunale di Pavia
Pavia University Press
Università degli Studi di Pavia - Facoltà di Medicina e Chirurgia - Policlinico "San Matteo"

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