Espressioni emorragiche ed emostasi nella Sindrome di Noonan

Francesca Marabotto, Mariangela Cisternino, Gabriella Gamba, Laura Losa, Arianna Zaroli

Abstract


La sindrome di Noonan (SN) è una sindrome a trasmissione autosomica dominante correlata a mutazioni germline a carico di geni appartenenti al Ras-MAPK pathway PTPN11, KRAS, SOS1 e RAF1. Le caratteristiche fenotipiche più importanti sono: facies tipica, anomalie cardiovascolari (più frequentemente stenosi della valvola polmonare e cardiomiopatia ipertrofica) e bassa statura. Su una coorte di 19 soggetti (10 M e 9 F, 12 probandi e 7 loro familiari) con SN diagnosticata sulla base dei criteri clinici di Van der Burgt, è stato condotto uno studio sulla coagulazione che comprende la raccolta di anamnesi per diatesi emorragica ed i dosaggi di PTT, Fattore VIII, vWFAg, vWFRicof; infine è stato effettuato lo studio della funzionalità piastrinica. Sono state poste in relazione le alterazioni riscontrate con il genotipo dei pazienti e ancora messe a confronto le anomalie ematologiche con l’età dei soggetti e la presenza o meno di cardiopatia. I risultati di questo studio hanno evidenziato un’anamnesi positiva per diatesi emorragica nel 47% dei casi e la presenza di alterazioni ai test di screening emorragico nel 26%, di alterazioni dei fattori della coagulazione nel 47% e di alterazioni dell’aggregazione piastrinica ancora nel 44% dei casi; tali alterazioni sono presenti sia nei portatori di mutazioni genetiche che nei soggetti negativi per mutazioni; inoltre la molteplicità dei difetti riscontrati, che non sembrano essere correlati tra loro, e la variabilità della loro espressione non possono essere riconducibili al difetto di un singolo gene. Si è osservato inoltre che le alterazioni delle prove della coagulazione sono presenti in tutti i casi con anamnesi positiva per diatesi emorragica, mentre il 60 % dei casi con anamnesi negativa ha presentato una qualche alterazione ai test di laboratorio. È emersa una significativa differenza del quadro ematologico tra i probandi (la maggior parte dei quali presenta alterazioni) e i loro familiari affetti da SN (non interessati da tali deficit, ma con una storia anamnestica di diatesi emorragica): tale osservazione potrebbe sostenere l’ipotesi di van der Burgt che alcune alterazioni, tra cui i difetti della coagulazione, della SN tendono a scomparire con l’età. Nella casistica di questo studio le anomalie della coagulazione sono risultate significativamente più frequenti nei soggetti con cardiopatia; al contrario tali alterazioni non sono presenti nei soggetti senza cardiopatia, i quali tuttavia, pur non avendo mostrato alterazioni della coagulazione, hanno un’anamnesi positiva per diatesi emorragica. Questo dato potrebbe indicare che la cardiopatia non è sempre e solo l’unica responsabile delle anomalie della coagulazione nella SN. Per concludere, nonostante la complessità e la vasta eterogeneità dei difetti della coagulazione, a cui si aggiunge spesso la mancata correlazione tra dato clinico e dati di laboratorio, è raccomandabile effettuare sempre un esteso work up ematologico nei pazienti con SN, per il rischio che questi, qualora sottoposti a procedure chirurgiche, vadano incontro a sanguinamenti peri-operatori non previsti.

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DOI: http://dx.doi.org/10.6092/2039-1404.124.819



ISSN cartaceo: 0390-8283 - ISSN elettronico: 2039-1404 - Periodicità trimestrale - Pubblicato dal 1886 - Registrazione presso la Cancelleria del Tribunale di Pavia
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Università degli Studi di Pavia - Facoltà di Medicina e Chirurgia - Policlinico "San Matteo"

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