Analisi dei fattori correlati alla mortalità di una coorte di pazienti con ictus ischemico acuto

Chiara Gadaleta Caldarola, Alessandra Martignoni, Elisa Benedicti, Francesco Falaschi, Luca Lanzarini, Paola Stefania Preti, Gabriele Savioli, Maria Francesca Sarnelli, Carmine Tinelli, Bruno Carugno, Cesare Fratti

Abstract


Obiettivo dello studio. Valutare i fattori associati alla mortalità a breve termine (30 giorni) e a medio-lungo termine (mortalità condizionata a 30 giorni, cioè la mortalità a fine follow-up esclusi i deceduti entro 30 giorni) di una coorte di pazienti affetti da ictus ischemico acuto.
Materiali e metodi. Sono stati inclusi i 331 pazienti con ictus ischemico acuto e residenti nel territorio dell’ASL di Pavia, afferiti alla Stroke Unit tra l’1/10/2004 e il 31/12/2008. Per ogni paziente sono stati valutati fattori di rischio, dati strumentali e di laboratorio, comorbosità e complicanze, terapia, diagnosi patogenetica ed esito cli-nico. Il deficit neurologico è stato misurato con la National Institute of Health Stroke Scale (NIHSS) e la disabi-lità con la scala di Rankin (mRS). La mortalità è stata ricavata in modo completo dai dati dell’ASL di Pavia.
Risultati. La degenza media è di 12±6 giorni (mediana 12). La mortalità intraospedaliera della coorte è del 7%; entro 30 giorni dall’evento la mortalità è del 10%, a tre mesi del 18% e ad un anno del 27%. Al termine del fol-low-up (30/06/2009) sono deceduti in totale 119 pazienti (36%).
All’analisi univariata sono risultati predittori di mortalità a 30 giorni: età, NIHSS, febbre, presenza di infezione delle vie aeree, sia presente al ricovero sia nosocomiale, l’esser portatori di catetere vescicale, qualunque tipo di fibrillazione atriale (FA) e la patogenesi cardioembolica. La terapia antiaggregante e antiipertensiva alla dimis-sione determinano una riduzione del rischio di morte.
A medio-lungo termine risultano predittori di mortalità: età, durata del ricovero, NIHSS, febbre patogenesi car-dioembolica, infezione delle vie aeree, il maggior grado di disabilità., l’esser portatori di catetere vescicale, avere anamnesi di FA. Antiaggreganti e statine hanno invece valore protettivo.
L’analisi multivariata ha evidenziato come fattori indipendenti del rischio di morte a breve termine età e massi-mo valore di NIHSS. A medio-lungo termine risultano predittori indipendenti di mortalità età, durata del ricove-ro, grado di invalidità alla dimissione ed infezione delle basse vie aeree.
Conclusioni. I fattori che incidono negativamente sulla sopravvivenza a 30 giorni e a medio-lungo termine sono età, NIHSS, anamnesi di FA, infezione delle basse vie aeree, febbre e patogenesi cardioembolica. Antiag-greganti e statine si associano a miglior prognosi.

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DOI: http://dx.doi.org/10.6092/2039-1404.123.599



ISSN cartaceo: 0390-8283 - ISSN elettronico: 2039-1404 - Periodicità trimestrale - Pubblicato dal 1886 - Registrazione presso la Cancelleria del Tribunale di Pavia
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Università degli Studi di Pavia - Facoltà di Medicina e Chirurgia - Policlinico "San Matteo"

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