Terapia insulinica e quadro lipidico in pazienti diabetici di tipo 2

Roberto Pollastri - Centro per la Prevenzione e Cura del Diabete, Casa di Cura San Camillo, Cremona

Abstract


Molti pazienti col progredire della malattia, considerando il decadere della funzione beta-cellulare, necessitano di terapia insulinica. Controverso è il ruolo aterogeno di questa sulla parete dei vasi sanguigni. Scopo di questo studio è di valutare gli effetti della terapia isulinica su alcuni parametri lipidici in pazienti con diabete tipo 2. E’ stata considerata una coorte di 468 pazienti consecutivi e divisi in base al tipo di terapia con insulina e senza insulina (rispettivamente IT e NIT) e quindi considerati:
• Dati antropometrici
• Quadro lipidico
• Compenso glicemico
Oltre a pressione arteriosa (PA) e complicanze macrovascolari (cardiopatia ischemica, arteriopatia periferica).
Si è constatato che il colesterolo HDL era più basso e quello LDL, più elevato nei NIT rispetto ai IT. Nei sogget-ti ipertesi come nei sovrappeso il colesterolo LDL era più basso nei IT rispetto ai NIT.
Questo studio ha dimostrato che in situazione di scompenso glicemico il colesterolo HDL era più elevato nei soggetti IT rispetto ai NIT mentre l’LDL era più basso. I dati del nostro lavoro mostrano che nei soggetti IT c’è un miglior comportamento di alcuni parametri lipidici, sia in condizione di scarsocompenso glicemico che di complicanza macroagiopatica, non supportando l’ipotesi di un ruolo aterogeno dell’insulina nel diabete tipo 2.
Molti pazienti col progredire della malattia, considerando il decadere della funzione beta-cellulare, necessitano di terapia insulinica. Controverso è il ruolo aterogeno di questa sulla parete dei vasi sanguigni. Scopo di questo studio è di valutare gli effetti della terapia isulinica su alcuni parametri lipidici in pazienti con diabete tipo 2. E’ stata considerata una coorte di 468 pazienti consecutivi e divisi in base al tipo di terapia con insulina e senza insulina (rispettivamente IT e NIT) e quindi considerati:
• Dati antropometrici
• Quadro lipidico
• Compenso glicemico
Oltre a pressione arteriosa (PA) e complicanze macrovascolari (cardiopatia ischemica, arteriopatia periferica).
Si è constatato che il colesterolo HDL era più basso e quello LDL, più elevato nei NIT rispetto ai IT. Nei sogget-ti ipertesi come nei sovrappeso il colesterolo LDL era più basso nei IT rispetto ai NIT.
Questo studio ha dimostrato che in situazione di scompenso glicemico il colesterolo HDL era più elevato nei soggetti IT rispetto ai NIT mentre l’LDL era più basso. I dati del nostro lavoro mostrano che nei soggetti IT c’è un miglior comportamento di alcuni parametri lipidici, sia in condizione di scarsocompenso glicemico che di complicanza macroagiopatica, non supportando l’ipotesi di un ruolo aterogeno dell’insulina nel diabete tipo 2.

Full Text

PDF


DOI: http://dx.doi.org/10.6092/2039-1404.123.574



ISSN cartaceo: 0390-8283 - ISSN elettronico: 2039-1404 - Periodicità trimestrale - Pubblicato dal 1886 - Registrazione presso la Cancelleria del Tribunale di Pavia
Pavia University Press
Università degli Studi di Pavia - Facoltà di Medicina e Chirurgia - Policlinico "San Matteo"

Privacy e cookies