Studio dei polimorfismi nel gene del recettore dell’apelina in pazienti con e senza ipertensione arteriosa

Rossana Totaro - U.O. di Cardiologia, Ospedale Universitario Istituto di Cura Città di Pavia, Università degli Studi di Pavia, Pavia, Sara Bozzini - Centro Interdipartimentale di Medicina Molecolare (CIRMC), Università degli Studi di Pavia, Pavia, Rossana Falcone - Centro Interdipartimentale di Medicina Molecolare (CIRMC), Università degli Studi di Pavia, Pavia, Marialisa Bondesan - U.O. di Cardiologia, Ospedale Universitario Istituto di Cura Città di Pavia, Università degli Studi di Pavia, Pavia, Sandra Schirinzi - U.O. di Cardiologia, Ospedale Universitario Istituto di Cura Città di Pavia, Università degli Studi di Pavia, Pavia, Margherita Calcagnino - Centro Interdipartimentale di Medicina Molecolare (CIRMC), Università degli Studi di Pavia, Pavia, Anna Colonna - U.O. di Cardiologia, Ospedale Universitario Istituto di Cura Città di Pavia, Università degli Studi di Pavia, Pavia, Benedetta Matrone - U.O. di Cardiologia, Ospedale Universitario Istituto di Cura Città di Pavia, Università degli Studi di Pavia, Pavia, Colomba Falcone - U.O. di Cardiologia, Ospedale Universitario Istituto di Cura Città di Pavia, Università degli Studi di Pavia, Pavia

Abstract


Apelina è un peptide endogeno che aumenta l’inotropismo cardiaco attraverso l’interazione con il suo recettore APJ. Alcuni risultati indicano che il sistema apelinergico possa avere un ruolo fisiopatologico nell’ambito delle malattie cardiovascolari e ci sono prove che mostrano il ruolo del sistema apelinergico nella regolazione della pressione sanguigna in vitro e in modelli animali. Il ruolo di apelina-APJ nella fisiologia del sistema cardiovascolare e la sua interazione con altri processi neuroendocrini non è stato completamente chiarito. Tuttavia, gli studi riportati indicano che la trasmissione del segnale mediata da apelina possa essere coinvolta nella regolazione della pressione arteriosa, funzione contrattile cardiaca, bilancio idrico, l’angiogenesi e l’inibizione dell’apoptosi. Abbiamo valutato la possibile relazione tra i polimorfismi G212A e A445C di APJ e la presenza di malattia coronarica (CAD) in pazienti italiani e nei controlli sani mediante RFLP-PCR. Abbiamo analizzato le frequenze alleliche e genotipiche dei polimorfismi APJ in 664 pazienti (378 con ipertensione) e 143 controlli. Non c’erano differenze tra le frequenze alleliche e genotipiche nei pazienti rispetto ai controlli per entrambi i polimorfismi analizzati. Nella popolazione CAD abbiamo osservato un aumento della frequenza dell’allele G212 nei pazienti con ipertensione rispetto ai pazienti senza ipertensione. Nessuna differenza è stata invece evidenziata nei due sottogruppi per il polimorfismo A445C. Anche se il ruolo funzionale del polimorfismo G212A non è stato ancora identificato, è possibile ipotizzare che la presenza dell’allele A sia in grado di causare un aumento nella funzione del sistema apelina/APJ associato ad un minor rischio di ipertensione arteriosa (IA).


Full Text

PDF


DOI: http://dx.doi.org/10.6092/2039-1404.125.1129



ISSN cartaceo: 0390-8283 - ISSN elettronico: 2039-1404 - Periodicità trimestrale - Pubblicato dal 1886 - Registrazione presso la Cancelleria del Tribunale di Pavia
Pavia University Press
Università degli Studi di Pavia - Facoltà di Medicina e Chirurgia - Policlinico "San Matteo"

Privacy e cookies