La mentalizzazione nella psicopatogenesi e nel trattamento del Disturbo di Personalità Borderline
Abstract
Il Disturbo Borderline di Personalità (BPD) è un disturbo mentale grave e complesso, molto frequente nella popolazione generale, caratterizzato da relazioni interpersonali instabili ed intense, agiti autolesivi, suicidarietà, labilità affettiva e sentimenti cronici di vuoto. Bateman e Fonagy hanno avanzato l’ipotesi che il BPD possa essere compreso nei termini di un’assenza o una compromissione della mentalizzazione, una forma di attività mentale immaginativa, rappresentazionale e preconscia definita come la capacità di concepire se stessi e gli altri come esseri dotati di pensieri, credenze, desideri e sentimenti, nonché di comprendere e spiegare il comportamento in termini di stati mentali intenzionali. Riconoscere un fallimento della mentalizzazione e incrementare i processi riflessivi nel paziente divengono quindi nuclei centrali del trattamento terapeutico, al fine di stimolare un progressivo recupero di tale capacità.