La mentalizzazione nella psicopatogenesi e nel trattamento del Disturbo di Personalità Borderline

Annalisa Boldrini, Antonella Francesca Cuccomarino, Alessia Antonella Merelli, Ilaria Missaglia, Alessandra Ramati, Marco Cappucciati, Giulia Zelda De vidovich, Edgardo Caverzasi

Abstract


Il Disturbo Borderline di Personalità (BPD) è un disturbo mentale grave e complesso, molto frequente nella popolazione generale, caratterizzato da relazioni interpersonali instabili ed intense, agiti autolesivi, suicidarietà, labilità affettiva e sentimenti cronici di vuoto. Bateman e Fonagy hanno avanzato l’ipotesi che il BPD possa essere compreso nei termini di un’assenza o una compromissione della mentalizzazione, una forma di attività mentale immaginativa, rappresentazionale e preconscia definita come la capacità di concepire se stessi e gli altri come esseri dotati di pensieri, credenze, desideri e sentimenti, nonché di comprendere e spiegare il comportamento in termini di stati mentali intenzionali. Riconoscere un fallimento della mentalizzazione e incrementare i processi riflessivi nel paziente divengono quindi nuclei centrali del trattamento terapeutico, al fine di stimolare un progressivo recupero di tale capacità.


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ISSN cartaceo: 0390-8283 - ISSN elettronico: 2039-1404 - Periodicità trimestrale - Pubblicato dal 1886 - Registrazione presso la Cancelleria del Tribunale di Pavia
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Università degli Studi di Pavia - Facoltà di Medicina e Chirurgia - Policlinico "San Matteo"